Lettera a Roberto Saviano

Gentile Roberto Saviano, oggi comincia “Vieni via con me”, l’atteso show con lei, Roberto Benigni, Paolo Rossi, il grande Antonio Albanese, tutti nelle mani sapienti di Fabio Fazio e Michele Serra. Ci saranno altri ospiti, ma è lei che aspettano al varco. Il momento è quello che è, la morale sembra avere un leggero fremito, l’empatia non ne parliamo, si litiga, ognuno con il vicino di banco. E tutti con il capoclasse. Glielo concedo, le cose non stanno andando nel migliore dei modi nel migliore nei mondi, per questo sono un po’ preoccupato per lei e mi chiedo, per dirla tutta, che ci fa lì?
16 AGO 20
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Gentile Roberto Saviano, oggi comincia “Vieni via con me”, l’atteso show con lei, Roberto Benigni, Paolo Rossi, il grande Antonio Albanese, tutti nelle mani sapienti di Fabio Fazio e Michele Serra. Ci saranno altri ospiti, ma è lei che aspettano al varco. Il momento è quello che è, la morale sembra avere un leggero fremito, l’empatia non ne parliamo, si litiga, ognuno con il vicino di banco. E tutti con il capoclasse. Glielo concedo, le cose non stanno andando nel migliore dei modi nel migliore nei mondi, per questo sono un po’ preoccupato per lei e mi chiedo, per dirla tutta, che ci fa lì? Gli altri li conosco già, fanno satira anche con il corpo, li vedo già sganasciarsi e farmi sganasciare mentre si toccano le parti basse, ci vanno giù con topa e trombaio, e magari rilanciano quel “chiù pilu pi tutti” che è pur sempre un lazzo del meridione universale e un dito nel culo di Bossi: loro sono comici plebei nel senso alto del termine, figli dei fescennini, della commedia dell’arte, dell’avanspettacolo, ma lei che farà?
Le intenzioni della coppia Fazio-Serra sono evidenti: dare una tangherata a chi sarebbe colpevole di avere reso questo paese più svaccato di quanto già non fosse. Intendiamoci: non sono il luogo geometrico tra Santoro-Dandini-Floris-Gabanelli, il vuoto che irrita. Fazio-Serra hanno ironia leggera, quasi mai volgare e talvolta vagamente sexy: non si spogliano, non ancheggiano, sono i Garinei e Giovannini del burlesque finalizzato alla politica. Ma sempre lì vanno a parare. Altri più autorevoli hanno scritto che lei di sinistra non è mai stato e che solo l’idiozia della destra ce l’ha fatto diventare. E che rischia di fare la fine di Pinocchio tra il Gatto e la Volpe. Ha capito non vorrei che questo accada.
Lo sa: ho letto “Gomorra” in ritardo e facendomi violenza. Sono rimasto sconvolto e non perché ha preso dei rischi e vive una vita impossibile. Fosse solo questione di coraggio, “Gomorra” non sarebbe stato, almeno per me, quello che è stato: altri prima di lei hanno preso posizione e magari pure pagato un prezzo troppo alto. Sono rimasto sconvolto perché se n’è andato a zonzo come un “passeur de frontières” tra legale e illegale, nella zona grigia, dimostrando che la distanza tra le cose non è mai netta. Grazie a lei ho capito cose che prima potevo solo intuire: ha nella comprensione del paese di oggi la stessa influenza di chi dette qualche chiave per capire l’Italia degli anni Sessanta. Lei sa che la realtà è nemica del luogo comune. Visto che si è fatto convincere a stare lì, non si unisca al coro, sia la realtà, cruda, stinta e per forza di cose ambigua. Non si appiattisca, non si lasci risucchiare, la prego.